Miriam Causero Architettura d’interni e design

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Mi occupo di architettura d’interni e design ossia cerco soluzioni alle vostre esigenze per abitazioni, uffici e locali pubblici. Lavoro sul ridisegno funzionale degli spazi interni, sulla ricerca di soluzioni cromatiche e finiture adatte, sulla progettazione e fornitura di arredi su misura. L’esperienza, l’aggiornamento tecnico e il costante impegno per migliorare i servizi offerti garantiscono la sicurezza del vostro investimento e la vostra serenità!

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La geometria delle meridiane Franco Ghione

1. Luci e ombre

Le prime esperienze, presso tutte le popolazioni, sia in occidente che in oriente, per descrivere il movimento apparente del sole, furono compiute osservando l’ombra dello gnomone. Già qui nascono problemi non banali: durante l’arco della giornata l’ombra dell’asta assume lunghezze diverse e la punta dello gnomone descrive una curva. Tale curva cambia di giorno in giorno e da luogo a luogo. L’unica invarianza che si può osservate è un asse di simmetria: la posizione dell’ombra in un dato istante la mattina, si ritrova identica in un corrispondente istante il pomeriggio. Il centro temporale di questa simmetria è il mezzogiorno, quando il sole, nel corso della giornata, assume la posizione più alta nel cielo e l’ombra dello gnomone in questo istante descrive la “linea meridiana”.

2. Distanze angolari e geometria sferica

Attraverso una diottra è possibile misurare l’altezza di un astro nel cielo e la distanza (angolare) di due astri. Questa distanza è l’angolo che si forma nel nostro occhio tra i due raggi visivi che colgono i due astri. Le distanze angolari sono le uniche misurabili non essendo possibile calcolare la reale distanza dell’astro dal nostro punto di osservazione. Il cielo viene allora descritto come una semisfera (la volta celeste) il cui centro è occupato dall’osservatore e le stelle sono punti nei quali i raggi visivi che le traguardano intersecano questa semisfera. La geometria adatta allo studio dell’astronomia è quella sferica. Possiamo dare, anche per questa geometria, una nozione ragionevole di allineamento: tre punti della volta celeste sono allineati se i tre raggi visivi che li colgono si trovano su un piano. Un esempio significativo di allineamento è referibile alla cintura di Orione. La geometria sferica è semplice e interessante, si può parlare di angoli, triangoli, perpendicolarità, quadrati ecc. Usando una sfera trasparente e tracciando le linee con un regolo adattabile alla superficie sferica è possibile fare interessanti scoperte e verificare differenze e coincidenze con l’analoga geometria euclidea.

3. Il compasso perfetto e le meridiane

Per disegnare le linee della meridiana, gli arabi avevano uno strumento: il “compasso perfetto”, grazie al quale è possibile disegnare tutte le coniche. A seconda dell’inclinazione dei bracci, si possono tracciare ellissi, parabole e, appunto, iperboli come quelle che segnano le ore su una meridiana.

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MOX NOX: Presto si fa notte. 

CHE ORE SONO? Riflessioni e divagazioni sulla misura del tempo a cura dello gnomonista Alberto Suci.

Tempo Siderale, Tempo Solare Vero, Tempo Medio e Tempo Civile. Come si è detto nella precedente riflessione “Quando si andava con il Sole”, parlare di misura del tempo bene si addice in uno spazio dedicato alle iniziative che evidenziano un rinnovato desiderio degli umani di ristabilire un contatto con l’ambiente e le bellezze naturali. Prolungheremo quindi queste riflessioni e divagazioni cercando di approfondire meglio l’argomento, ripercorrendo velocemente le tappe significative della evoluzione dei criteri di misura del tempo e dei relativi sistemi che si sono avvicendati nel corso dei secoli in conseguenza delle mutevoli necessità degli umani. CHE ORE SONO è una espressione del modo di dire quotidiano. Viene ripetuta innumerevoli volte da ciascuno di noi a qualsiasi ora del giorno e della notte sia mentalmente quando rivolgiamo lo sguardo all’orologio, sia verbalmente quando ci rivolgiamo a qualcuno perché al momento non abbiano sott’occhio questo utilissimo e indispensabile strumento. La risposta: le 3 e 25 oppure le 11 e 30 e ancora le 18 e 10 e ancora nell’attesa di un nuovo anno……mancano 10 secondi alla mezzanotte: pronti con lo spumante! Ma cosa significa questo? Per noi umani sono semplicemente i riferimenti del trascorrere di un qualcosa di indefinito chiamato “tempo” il cui fluire è stato per comodità frazionato in porzioni chiamate secondi, minuti, ore, giorni che si ripetono in continuazione e dei quali teniamo conto (quelli trascorsi e quelli che verranno, in un “registro” chiamato Calendario. I numeri delle ore della notte ci danno l’idea di quanto manca al giorno per riprendere le consuete attività; quelli delle ore di luce per marciare in sincronia con gli appuntamenti quotidiani. Tutto questo in un contesto generale del trascorrere del tempo. Già cos’è il Tempo? Possiamo definirlo come la sensazione di un qualcosa di misterioso che spesso ci dà inquietudine, che non possiamo arrestare. E’ un trascorrere di eventi, quelli del passato, quelli del presente, quelli del futuro. Per di più è una sensazione soggettiva che ciascuno di noi sente in modo personale legata allo stato d’animo: i momenti lieti sono sempre fugaci, i momenti tristi e dell’attesa non passano mai. Nel corso dei secoli raffinate menti pensanti hanno cercato di elaborare convincenti teorie dal punto di vista filosofico, religioso e scientifico del concetto Tempo, ma per ora per quanto mi consta nessuno ha fornito convincenti spiegazioni. Per questo mi trovo d’accordo con la risposta che invariabilmente forniva Albert Einstein a chi gli chiedeva cosa fosse il Tempo: “Il Tempo è quella cosa che si misura con l’orologio”. Riprendiamo il discorso sulle ore, cosa significano questi valori? A quale tipo di Tempo appartengono? Le ore indicate dall’orologio costituiscono il Tempo Civile, un concetto di Tempo puramente fittizio inventato dagli umani per avere una misura uniforme e costante. A ben considerare però l’essenza del problema, l’origine del tutto si riconduce alle immutabili (almeno per ora) leggi dell’Universo e al movimento che è stato impresso a tutti i corpi celesti dopo l’istante primordiale il cosiddetto “big-bang”. Distinguiamo quindi per primo il Tempo Siderale cioè il tempo che regola il movimento delle stelle compreso la stella che noi chiamiamo Sole. Questa grandezza di tempo non può essere utilizzata per gli usi pratici di noi terrestri perché non produce effetti visibili ed è quantificabile soltanto con strumentazione. E’ però utilizzata in astronomia per lo studio dei corpi celesti. Risulta molto più facile utilizzare il moto apparente del Sole, la stella intorno alle quale ruotano i nove pianeti compreso quello su cui viviamo chiamato Terra. I motivi sono facilmente comprensibili: appaiono subito evidenti le differenti posizioni di direzione e di altezza assunte dal Sole nell’arco diurno, giorno dopo giorno, ed è possibile misurare la direzione e la lunghezza dell’ombra prodotta dai raggi solari quando incontrano un corpo solido. Di questi effetti si resero subito conto gli esseri primitivi osservando appunto l’ombra solare fornita da ostacoli naturali quali rocce o alberi e soprattutto l’ombra prodotta dalla propria persona. Si costruirono subito riferimenti artificiali, con l’innalzamento di pertiche e colonne; i celebri obelischi egizi vennero innalzati per questa utilizzazione e poi decorati con i geroglifici che narravano di imperatori e di battaglie. Infine si inventarono e costruirono gli orologi solari. Furono gli antichi popoli Caldei e Babilonesi residenti nel bacino della Mesopotamia, oggi Iraq, che dettero inizio in modo razionale allo studio delle ombre solari, prima per elaborare un calendario che permettesse di conoscere l’avvicendamento delle stagioni, poi per misurare il trascorrere del tempo, ma anche per effettuare gli studi sulla astronomia di posizione che permisero di gettare le basi fondamentali della moderna ricerca. Da quei luoghi il sapere si trasferì sulle coste settentrionali dell’Africa e gli Egizi furono eminenti studiosi delle discipline astronomiche, geometriche e matematiche dando inizio alla scienza che poi i greci svilupperanno in modo eccelso che si chiama Gnomonica, parola di derivazione greca “gnomon onos” che significa giudice, indicatore di verità. Lo gnomone, per conseguenza, è l’asta che produce l’ombra sul quadrante dell’orologio solare. Per molti secoli lo studio e l’utilizzazione delle ombre solari che in antico si chiamava “Sciografia” e poi come detto Gnomonica, risultò predominante e questa scienza si sviluppò enormemente perché permetteva di misurare con esattezza il trascorrere del tempo, di effettuare verifiche scientifiche (altezza e direzione del Sole, inclinazione dell’asse terrestre, misure di latitudine e longitudine) e, cosa importantissima, era indispensabile per la compilazione dei calendari. Il tempo misurato con le ombre solari si chiama Tempo Solare Vero. Questa grandezza, basata sul movimento di rivoluzione della Terra intorno al Sole non si mantiene però sempre costante perché l’orbita descritta dalla Terra è ellittica e quindi percorsa a velocità variabile. Fino a quando le attività umane rimasero circoscritte su aree ben delimitate del territorio con attività agricole e artigianali predominanti, la misura del Tempo Vero andava più che bene; conoscere l’ora durante la notte o di giorno in assenza di Sole non era poi di grande importanza. Comunque esistevano altri strumenti di misura come gli orologi ad acqua - le clessidre, quelli a sabbia, le sabbiere, (chiamate oggi erroneamente clessidre) e i notturnali per rilevare l’ora traguardando determinate stelle. Con l’espandersi delle attività oltre il proprio ambito abituale e soprattutto con l’incremento dei traffici e la mobilità sul territorio, determinanti il telegrafo per le comunicazioni e il treno per gli ampi spostamenti, venne avvertita la necessità di disporre di una misura di tempo uniforme e costante e valida almeno su tutto il territorio nazionale alla quale fare riferimento senza alcuna ambiguità. Già nel 1300 apparvero i primi orologi meccanici a tempo costante, peraltro rudimentali e imprecisi tant’è che dovevano essere quotidianamente regolati con l’orologio solare, in questo caso la meridiana perché l’operazione veniva effettuata nell’istante del mezzodì solare. La persona preposta alla bisogna si chiamava “Temperatore”, mestiere peraltro esercitato fino nel tardo 1800!. La irregolarità del Tempo Vero diventa inaccettabile. Ecco che viene introdotto il concetto di Tempo Medio, praticamente si immagina un “Sole medio” che si muove sull’equatore celeste a velocità costante, la media annuale delle velocità variabili del Tempo Vero. Ne consegue che il Sole Vero e quello Medio non passano al meridiano nello stesso istante; fra i due passaggi c’è una differenza in più o in meno a seconda delle stagioni, variabile ogni giorno, il cui valore massimo si raggiunge in novembre con il Sole Vero in anticipo di poco più di 16 minuti rispetto al Sole Medio. Questa differenza è definita “Equazione del Tempo”. Restava però ancora un problema da risolvere: il Tempo Medio così concepito è ancora un tempo locale perché regolato sul meridiano del luogo. Il mezzodì solare, istante in cui il Sole transita sul meridiano locale cioè il momento in cui esso si trova alla massima altezza sull’orizzonte a metà cammino fra il suo sorgere e il suo tramontare, non coincide ovviamente con altri luoghi. Il Sole “passa” in istanti diversi sui meridiani di località anche vicine fra loro, prima su quelli più ad Est dopo su quelli più ad Ovest. Per eliminare questo inconveniente si introduce il cosiddetto Tempo Civile o Tempo Legale o Tempo del Meridiano del Fuso. La superficie della Terra viene convenzionalmente divisa in 24 Fusi Orari delimitati da due meridiani distanti angolarmente fra loro di 15° corrispondenti ad un’ora di tempo. Ciascun meridiano assume la denominazione di Meridiano Centrale del Fuso sul quale viene regolato il Tempo Medio. Il Meridiano Fondamentale è quello passante per Greenwich presso Londra sul quale viene regolato il Tempo Universale (TU o UT) tempo ufficiale per ogni luogo della Terra. In Italia vige il Tempo Medio del 1° Fuso Est di Greenwich o Ora dell’Etna perché il relativo meridiano centrale 15° Est di GW passa per la direttrice Monte Etna - Termoli. Al 1° Fuso appartiene l’ora ufficiale anche di molte nazioni europee e perciò viene anche definito Tempo Medio dell’Europa Centrale. Le nazioni di notevole estensione che interessano più fusi orari, come gli Stati Uniti e la Russia, adottano al loro interno il cosiddetto “Tempo di Zona”. Una raccomandazione: non chiamate “Ora Legale” l’espediente di portare in avanti di un’ora le lancette dell’orologio adottato ogni anno da marzo a ottobre. Questa si chiama semplicemente “Ora Estiva”. L’Ora Legale è, come detto, quella del Tempo Civile ufficializzata in Italia con regio decreto 22 settembre 1866, n. 3224. Cieli sereni a tutti. Alberto Suci, studioso di gnomonica in Agliana

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Il ripristino dell’ora solare rispetto a quella legale, precedentemente in vigore, utilizzando la stessa terminologia usata dalla maggior parte dei media.

Oggi vorrei tornare un attimo su questo argomento per fare, questa volta, alcune doverose precisazioni a questo proposito.

In realtà sarebbe molto più corretto parlare di differenza tra Ora Legale Estiva e Ora Legale Invernale. In effetti la prima entra in vigore l’ultima domenica di marzo, anticipa di 2 ore quella di Greenwich (UT+2), la seconda invece entra in vigore l’ultima domenica di ottobre (UT+1).

L’Ora Legale Invernale quindi equivale al TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale), che rappresenta il tempo solare medio che vige lungo tutto il meridiano posto a 15° ad Est del fondamentale. Si tratta dell’ora adottata dalla maggior parte dei Paesi europei.

L’ora solare invece sarebbe tutt’altra cosa. Essa rappresenta l’ora legata alla reale posizione del sole nel cielo, per questo motivo viene spesso chiamata Ora Solare Vera.

Possiamo capire meglio questo concetto con l’aiuto dell’immagine in alto.

La linea verticale bianca indica il meridiano esattamente a 15° a Est di Greenwich, esso prende anche il nome di Meridiano Etneo, in quanto passa per l’Etna. Il Sole impiega 1 ora per passare dal Meridiano Etneo al Meridiano di Greenwich, percorrendo esattamente 15° (anche se, ovviamente, ciò è da attribuirsi alla rotazione terrestre).

Per convenzione gli orologi di noi Italiani (e non solo), per motivi di ordine pratico, sono sincronizzati sul Meridiano Etneo, quindi indicano TUTTI la medesima ora, il TMEC. Ma questo, da un punto di vista astronomico, è palesemente scorretto, infatti il sole non potrebbe MAI essere contemporaneamente sul meridiano di tutte le città italiane.

Come vedete, sempre nell’immagine, il sole raggiungerà il meridiano di Lecce con un anticipo di 12’40” sul TMEC. Questo significa che quando i nostri orologi segneranno il mezzogiorno (quindi il sole sarà sul meridiano etneo) in realtà l’Ora Solare Vera per Lecce sarà 12h 12′ 40”.

Nello stesso istante a Genova (o Milano) saranno le 11h 35′ 48”, in quanto il sole non avrà ancora raggiunto la città, che si trova a 6°03′ ad Ovest dell’Etna.

Questo accade perchè il sole si muove da Est verso Ovest (nell’immagine in alto, da destra verso sinistra).

Ricapitolando: l’ora legale (o ora civile) rappresenta un’ora media, valida uniformemente per tutta l’ampiezza del fuso (nel nostro caso per tutta l’Italia), ed è riferita al meridiano centrale di “quel” fuso. Al contrario, l’Ora Solare Vera è quella realmente legata al proprio “effettivo” meridiano.

E’ questo il motivo per il quale le meridiane, in genere, non segnano quasi mai la stessa ora indicata dai nostri orologi.

Vito Lecci

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AB SOLIS  ORTU USQUE AD OCCASUM: Dall’alba al tramonto.

EQUINOZI E SOLSTIZI: Gli importanti appuntamenti annuali della Terra con il Sole.

Lo scorso 22 settembre alle ore 16 e 30 minuti TU (Tempo Universale) è avvenuto l’Equinozio di Autunno. In questo giorno metà della superficie della Terra è stata illuminata mentre l’altra metà è rimasta in ombra. Il circolo di illuminazione ha tagliato  in due parti la superficie terrestre fra i due poli e la conseguenza è stata di 12 ore di luce e altrettante di buio in ogni angolo terrestre.

ǼQUA NOX, dicevano gli antichi, uguali il giorno e la notte.

La Terra, come è noto, nel suo peregrino cammino annuale intorno al Sole, percorre con velocità non costante un’orbita leggermente ellittica ed il tempo impiegato a compiere una rivoluzione completa si chiama Anno.

In astronomia si definiscono vari tipi di Anno, ma qui, per semplicità, definiamo soltanto i due tipi principali e cioè:

·         l’Anno Sidereo il tempo impiegato dalla Terra per compiere il vero periodo di rivoluzione, la cui lunghezza vale 365,25636042 giorni. Questo anno non ha rilevanza per i comuni usi civili;

·         l’Anno Tropico (da tropos = ritorno) il tempo impiegato dalla Terra fra due passaggi consecutivi in un punto singolare dell’orbita che si chiama punto gamma o punto vernale,  la cui lunghezza vale 365,24219879 giorni. Questo punto, immaginario sulla volta celeste, è il punto d’intersezione dell’Equatore celeste (cerchio massimo immaginario che possiamo definire l’estensione nello spazio del cerchio massimo dell’Equatore terrestre, con l’Eclittica, cioè la traiettoria immaginaria annuale descritta dal Sole con il suo apparente movimento, giacente quindi sullo stesso piano dell’orbita della Terra. La lunghezza dell’anno tropico costituisce la base di compilazione del calendario civile.

Senza entrare in argomenti astronomici approfonditi, che esulano dalle finalità di questi articoli divulgativi, spieghiamo brevemente i concetti.

Il piano dell’equatore terrestre è inclinato di circa 23,5° rispetto al piano dell’orbita di rivoluzione della Terra e quindi anche l’Equatore celeste e l’Eclittica sono inclinati dello stesso angolo. L’asse della Terra o “asse del mondo” come ama definirlo lo scrivente - è inclinato di circa 66,5° rispetto l’orbita.

I due punti di intersezione diametralmente opposti di questi due piani vengono rispettivamente denominati punto gamma o vernale e punto libra o più genericamente punti equinoziali.

I punti solstiziali sono invece i due punti dell’Eclittica più lontani angolarmente dal piano equatoriale celeste, anch’essi diametralmente opposti, distanti di circa 23,5° al disopra e al disotto di quest’ultimo. (questo valore viene correntemente arrotondato a mezzo grado, ma per l’esattezza nel corrente anno 2004 risulta essere di 23, 439° e varia lentissimamente nel corso dei secoli.

Queste reciproche posizioni Sole–Terra, ricorrenti annualmente e con la concomitanza dell’inclinazione dell’asse del mondo, danno luogo al fenomeno delle stagioni che permettono lo sviluppo e il mantenimento della vita sulla Terra in ogni sua espressione.

Riassumendo:

·         Il Sole nel punto gamma: è l’Equinozio di Primavera. Inizia la stagione astronomica della Primavera (21 marzo). Questo fenomeno celeste riveste particolare importanza, come detto, per gli usi civili ed altrettanta per gli usi religiosi cristiani poiché impone ogni anno la data della celebrazione della Pasqua. In questo giorno il Sole trovandosi sull’Equatore celeste è perpendicolare sull’Equatore terrestre e quindi gli abitanti dei paesi colà situati vedono il Sole verticale sulle loro teste. In gergo “Sole allo Zenit”;

·         Il Sole nel punto sostiziale sopra l’Equatore celeste di circa 23,5°: è  il Solstizio d’Estate. Inizia la stagione astronomica dell’Estate nel nostro emisfero boreale (21 giugno). In gergo si dice che in questo giorno il Sole percorre il “tropico del Cancro” della sfera celeste e pertanto nei paesi dell’omonimo tropico terrestre cioè situati a 23,5° di latitudine Nord il Sole è allo Zenit. Nelle nostre località in questo giorno il Sole ha una altezza sopra l’Orizzonte di circa 69,5°;

·         Il Sole nel punto libra: si compie l’Equinozio di Autunno. Inizia la stagione astronomica dell’Autunno (22 o 23 settembre) con le situazioni astronomiche identiche al corrispettivo punto gamma;

·         Il Sole nel punto sostiziale sotto l’Equatore celeste di circa 23,5°: è il Solstizio d’Inverno. Inizia la stagione astronomica dell’Inverno nel nostro emisfero boreale (21 o 22 dicembre). Il Sole in questo giorno percorre il “tropico del Capricorno” della sfera celeste e pertanto nei paesi dell’omonimo tropico terrestre cioè situati a 23,5° di latitudine Sud  il Sole è allo Zenit.  Nelle nostre località in questo giorno il Sole ha una altezza sopra l’Orizzonte di circa 22,5°.

Nel corso dei secoli passati la ricorrenza di questi appuntamenti celesti è sempre stata seguita con grande attenzione dal genere umano. Nell’antichità si poneva particolare attenzione all’orientamento dei luoghi di culto con riferimento agli equinozi ed ai solstizi. Lo testimoniano gli antichissimi “dolmen” e il complesso megalitico di Stonehenge. Nel famoso tempio di Abu Simbel in Egitto i raggi del Sole al solstizio estivo illuminavano la statua del celebre faraone Ramses II. Nel Medio Evo le chiese venivano rigorosamente costruite sull’allineamento Est-Ovest (con l’abside dalla parte est e l’entrata dalla parte ovest) secondo il detto che “Oriente Lux – la luce proviene da oriente”.

Nelle usanze popolari si festeggiava il solstizio d’estate con grandi fuochi, i cosiddetti “fuochi di San Giovanni” che cade il 24 giugno. Al solstizio invernale si festeggiava la fine del giorno breve e il ritorno dell’ascesa del Sole, a simboleggiare la ripresa della vita e la fecondità della Terra.

Ai giorni nostri credo si festeggi poco o niente, perché la vita continua anche nelle notti splendenti di luce artificiale e la fecondità della Terra nell’immaginario collettivo è ormai un concetto obsoleto perché esistono i supermercati.

Cieli sereni a tutti.

Alberto Suci, Astrofilo e studioso di Gnomonica in Agliana

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